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London Calling

Io c’ero.

Tutto inizia a gennaio scorso, leggendo i soliti siti di football americano, ecco la bellissima notizia. L’NFL ha scelto la partita da disputare a Londra, quest’anno sarà San Francisco 49ers contro… Denver Broncos!!

La prima reazione è stata “devo per forza esserci”. Infatti non mi capita più un occasione così, poter vedere la mia squadra preferita, senza dover viaggiare negli states in periodi dell’anno improbabili e con costi esorbitanti. Londra bene o male è una meta “facile”. Cerco un volo, un alberghetto qualsiasi, e ci siamo. Tutto sta nel trovare i biglietti per la partita!

Da li ogni giorno si cercano informazioni, dettagli, rumors. Alla fine i biglietti vengono messi in vendita, e dopo mezzora i miei due posti sono acquistati. Ci siamo! O meglio, mancano ancora 9 mesi, la partita sarà il 31/10 e siamo appena a metà febbraio… ma ormai il più fatto.

Prenoto subito il volo, l’albergo e poi non mi resta che aspettare…

E finalmente è arrivato il momento. Sabato 30/10 all’alba si parte, destinazione Londra. Un giorno per girovagare per la città con altri amici, e nel pomeriggio il primo appuntamento da non perdere.

NFL FAN RALLY – Trafalgar Square

Dalle 13 alle 17 intrattenimento puro con il commisioner dell’NFL, le San Francisco Gold Rush (le cheerleaders dei 49ers), I SF Noise (gruppo di percussionisti davvero incredibili) e poi vari stand dove comprare merchandising vario e vivere un po’ di realtà americana in Europa. Presenti tantissimi tifosi, di tutte le squadre NFL, non solo delle due partecipanti. Atmosfera già incredibile, ma è solo l’antipasto di quello che sarà il giorno dopo, la partita nello stadio più bello e più importante d’Europa, il mitico Wembley Stadium. Leggi il resto di questa voce

NFL – Introduzione

National Football League

National Football League

E’ la lega di football americano made in USA, la più importante a livello professionistico nel mondo. Questa lega è stata fondata nel 1920 col nome di American Professional Football Association, successivamente nel 1970 si fuse con la American Football League, dando vita a quella che conosciamo oggi appunto come NFL.

E’ formata da 32 squadre di città sparse in tutto il territorio americano, da New York a Washington, da San Francisco a Dallas, da Chicago a Seattle. L’unica grande metropoli americana a non ospitare attualmente una franchigia è Los Angeles, anche se in passato ne ha avuto anche due contemporaneamente.

Il campionato si svolge per 17 giornate, si gioca una volta a settimana, nel periodo dell’anno che va dall’inizio di Settembre a Gennaio. Ogni squadra disputa 16 partite e ha un turno di riposo (chiamato BYE week). Al termine della stagione regolare, le migliori 12 squadre accedono ai play off. Le due finaliste si contendono poi la vittoria del campionato in quello che per anni è stato l’evento sportivo più seguito nel mondo, il Superbowl.

Nei prossimi post cercheremo di capire un po’ meglio come funziona questo sport, e quali sono le regole principali di questa lega.

Stay tuned…

L’importante è attirare

Se poi non so nemmeno di cosa sto parlando, non importa.

Il 20-9-2010 Kenny McKinley, 23 anni, viene ritrovato morto in una stanza di casa sua, ucciso da un colpo di pistola alla testa, in quello che viene catalogato come “sospetto suicidio”. Era un giocatore di football americano dei Denver Broncos, franchigia della NFL, la principale lega di football americano (la nostra serie A per intenderci). I motivi per cui questo ragazzo si sia tolto la vita sono ancora ignoti, nessuna lettera, nessun sospetto da parte di amici o parenti o compagni di squadra. Il tutto desta molto stupore e sconforto tra le persone che lo conoscevano, e che di lui ricordano i grandi sorrisi e la grande vivacità. Le indagini cercheranno di chiarire cosa realmente sia accaduto, e se veramente è stato suicidio, quale possa essere il motivo.

Purtoppo non è la prima volta che una tragedia colpisce il mondo del football americano, ogni volta motivi differenti (casualità, incidente, cattive frequentazioni), ma sempre una costante: il modo in cui la nostra stampa tratta l’argomento. Leggendo gli articoli la mattina dopo, ovviamente prima sui giornali americani, che quotidianamente spulcio essendo un appassionato proprio di football NFL, si aveva un ritratto vago dell’accaduto, tutti in cerca di un perchè possa essere successo.

Più tardi nella giornata mi imbatto nel sito del Corriere della Sera e a metà pagina leggo: “Suicida ricevitore di Denver, era diventato riserva”. Stupore, un giornale italiano che tratta la notizia. Entro e leggendo l’articolo la solita delusione, mista a rabbia e desolazione. Non cambierà mai niente.

Ovviamente l’articolo era scritto da qualcuno che di football non sa nulla, non sa le regole del gioco, e nemmeno quelle che gestiscono la rosa di una squadra. Non sa cosa sia la Injury Reserve (lista infortunati in cui era inserito Kenny) e come funziona. Ma evidentemente aveva qualche riga a disposizione sul sito per fare un pezzo, e allora titolo ad effetto, facciamo credere che sia un pazzo scatenato, che alla prima partita da riserva si suicida. La gente sarà incuriosita e cliccherà il mio pezzo e così potrò avere i miei ritorni. Ovviamente il fatto di essere nella lista infortuni (e non una riserva, c’è differenza nello sport americano) non è stato il motivo del suicidio di questo ragazzo. Anche perchè era infortunato da agosto, quindi da due mesi, e l’anno prima aveva sempre giocato finchè non si era infortunato. Ma l’articolo funziona di più se faccio l’associazione ad effetto, senza rispetto per un ragazzo morto non si sa perchè, per la propria famiglia, per gli amici, per la comunità di Denver che per fortuna, almeno, non leggerà mai l’articolo.

Troppo spesso in Italia quello che non è calcio o gossip, non viene trattato con la dovuta professionalità. Il football è uno sport poco diffuso nel nostro paese, e certo grazie a questi articoli la gente non ne sarà attratta e si farà un idea sbagliata e lontano dalla realtà.

A volte piuttosto che parlare di qualcosa giusto per farlo, meglio tacere.

R.I.P. Kenny McKinley (1987-2010)

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